Giovanni Vanni

Medico per professione, Scrittore per passione

Pensieri

- La nascita è l'inizio di una cosa;

  la giovinezza è l'inizio di un inganno;

  l'incontro è l'inizio di un addio;

  l'amore è l'inizio di un dissidio;

  la vecchiaia è l'inizio di una fine;

  la morte è la fine di una cosa;

  la vita è il ripetersi di una corsa.

-Il mio vero problema sta in quello che ho avuto prima e non in quello che avrò dopo.
-Sono certo che alla fine della vita capirò di non avere imparato niente.

- Basta! mi sono stancato di pensare cosa c'è dietro l'orizzonte.

- La verità: tutti la vorrebbero sempre dagli altri, poche volte da se stessi.

- E' molto facile sopportare il dolore degli altri.

- Il ricco mal sopporta la vista del povero perché teme un giorno di finire come lui.

- Il vecchio ha occhi per il passato, il giovane per il futuro, il bambino solo per il presente.

- Cento scuse per una sola sconfitta.

- Un fiore appassito non vuol dire finita primavera.

- Il ciliegio perde le foglie ma poi torna a fiorire.
-Il vero problema è l'orizzonte: non si sa mai cosa c'è dietro.
-Nascere significa perdere la libertà.
-Con comprensione e amore ho perdonato i miei genitori ma ho dificoltà a perdonare me stesso.

 

           Non si può mai dire " è tutto uguale, tutto come prima". Appena ti affacci alla finestra vedi qualcosa di nuovo. Appena esci dalla porta vai incontro a una nuova avventura.

          Ieri mi sono alzato ancora assonnato e ho aperto la finestra. Era una giornata anonima, un'aria pigra: qualche albero, i tetti del condominio sottostante, un gatto raggomitolato, il furgoncino del gelataio accanto al cancello della scuola. Le solite cose. Un quadro che non diceva granché.

-Fotocopia di un giorno che passa, niente di nuovo, uggia di calendario-, mi sono detto.

Qualcosa però pareva invitarmi a guardare il cielo, così ho guardato...

         Ne valeva proprio la pena.-

 

- Sotto la luna non ci sono indigenti, anche l'ulivo zoppo si veste d'argento.

- Il passato è un cumulo di eventi lontani,. eppure presenti.

- In riva al mare nessuno è forestiero e nessuno è solo.

- Il vecchio mandorlo abbandonato fiorisce ancora.

- Spontanea come a sera la luna s'apre la margherita.

- Quando il sole s'addormenta la falena si sveglia e va verso la notte.

- Il passato è un calendario inutile, come le cose d'ogni giorno.

- Chi non teme non pensa - chi non cerca non crea - chi non soffre non vive.

-L'uomo non riesce a scrivere l'epilogo del suo romanzo. Il tempo conclude da solo la sua storia.

-La coscienza non è immutabile, cambia col tempo, come noi

-La presunzione è un tiranno che, varcato il ponte levatoio, accompagnato da nipoti ruffiani, si siede su un trono di cartapesta dorata, intento a cancellare epigrafi, autocritiche e ad esiliare dubbi.

-Nelle vulve acide e strette e nelle mammelle avare non entrano i raggi del sole.

-Ancora non ho imparato a dimenticarmi di me.

-A certuni quello che esce dalla bocca è come quello che esce dal culo.

-Vorrei tanto cambiare ambiente, mi sono stancato di stare nella vita.

-Mi trovo priogioniero, stretto fra le maglie di una credenza.

-Non mi spaventa la morte ma mi preoccupa la sua conoscenza.
-Non è tanto perla pioggia, vento e gelo. La foglia cade quando è giunta l'ora.
-Mi sono stancarto a pensare cosa c'è dietro l'orizzonte.
-Nella vita non si è mai tanquilli. C'è sempre qualcosa o qualcuno che esce dall'ombra, ti si para davanti, ti toglie   la luce e ti butta nell'ombra.
-La parola che stimola e dirige le elucubrazioni dell'uomo: perché.
-Sono certo che alla fine della vita capirò di non avere imparato niente.

-Esiste un termine di paragone per stabilire la normalità?
-Troppo spesso si confonde la modestia con la timidezza e l'umiltà con la bassa autostima.
-La coscienza stimola malessere. Non possiamo essere suoi schiavi ribelli.
-Inutile che ti destreggi, non sei unico. Ciò che pensi è stato pensato e ciò che vivi è stato vissuto.
-Sei padrone di niente, lo spazio non è tuo, è immenso, bello, ma sempre prigione.
-Chi pensa di sapere non sa e chi non sa pensa di sapere più di chi sa.
-Tutto ciò che penso e faccio è il compimento della mia disgrazia.
-Cerco solo ciò di cui ho bisogno. Non ho bisogno di stare quaggiù ma ci sono senza cercarlo. Stranezze della vita.
-Niente di peggio del gabbatore che si sente gabbato. Non perdona, vede la cosa che lo danneggia come la peggiore delle disgrazie.