Giovanni Vanni

Medico per professione, Scrittore per passione

Testi Clinici di Ortodonzia

Testi Clinici di Ortodonzia

Il dott. Giovanni Vanni ha fornito un notevole contributo nell'evoluzione dello studio della scienza ortodontica. Alcuni dei suoi testi clinici, come "Moderni concetti di diagnosi ortodontica" edito da Edizioni Martina di Bologna, o come la sua monografia "Manuale di Terapia Ortodontica" adottati da molte Università Italiane, costituiscono un traguardo fontamentale nella diagnosi e nella cura delle malformazioni ortodontiche. Numerosi sono i riconoscimenti che il dott.Vanni ha ricevuto da luminari della scienza ortodontica di tutto il mondo come, il prof._Damaso_Caprioglio ed il dott._Robert_M._Ricketts, per i suoi studi e per il suo impegno

Moderni concetti di diagnosi ortodontica


Questa, la prefazione su "Moderni Concetti di Diagnosi Ortodontica" redatta dal dott. Robert M.Ricketts, considerato uno dei massimi esponenti della scienza ortodontica mondiale:"Il dott. Giovanni Vanni ha dedicato la sua carriera a ricercare l'influenza della postura nello sviluppo dell'apparato cranio-facciale. Il suo contributo è unico. I suoi metodi di orientamento e registrazione si dimostrano un'opera singolare. Il funzionalismo risale all'inizio dell'ortodonzia. Una caratteristica funzionale o abitudine era stata cercata come fattore eziologico per ogni condizione di malocclusione.
Se la causa era funzionale allora una connessione della funzione si pensava fosse la cura. I metodi di trattamento consistevano nel "bite-jumping", riposizionamento e trazioni extra-orali maggiormente mirati alla relazione mandibolare. Dalla terza decade del 1900 si manifestò un diverso modo di pensare. Il dott. D'Arcy W.Thompson considerò l'orientamento delle coordinate cartesiane. L'orientamento del Piano di Francoforte caratterizzò l'analisi gnatostatica che venne poi proposta dal dott. Paul Simon. Le comparazioni cefalometriche dei bambini imediante radiografie seriali, messe a punto dal dott. H.Broadbent, rilevarono un ordine stabilito nella crescita facciale. Il dott.A.Brodie continuo' le analisi longitudinali sugli stessi soggetti e le sue scoperte portarono ad una costanza degli schemi di crescita. Era ovvio che questa idea era basata sul risalto dei caratteri gnomonici della calvaria della capsula nasale, ma non era così drammatico quando misurato per la mandibola e l'altezza facciale inferiore......Inoltre delle scoperte hanno portato a credere che le tecniche impiegate per la correzione ortodontica avevano poco effetto sulle struttture scheletriche basali. Le suddette scoperte contribuirono a cambiare le diagnosi in favore di fattori genetici. La matrice era ereditata. La malocclusione veniva, percio', ereditata. Questo sposto' l'interesse lontano da tentativi di analizzare il corpo intero. La limitazione dominava la professione ortodontica. Non andava pero' tutto bene. Era chiaro che la catena cinetica, o un sistema di catene cinetiche, circondavano la testa come proposto da Brodie. L'ambiente funzionale viene investigato. Schemi di respirazione, di deglutizione e movimento mandibolare furono investigati con l'elettromiografia e con la cine-radiografia. Deformazioni congenite e displasie, nelle sindromi, richiedevano risposte. La chirurgia era sempre più usata per tentare di stabilire meglio le proporzioni tra le parti. La sindrome della faccia lunga e dell'open bite scheletrico furono proposte e i clinici si rivolsero alla chirurgia per risolverle.
Da questo concetto limitato alcuni investigatori riconobbero nella crescita la saggezza della correzione. Mentre la più rapida crescita e lo sviluppo ebbero luogo il paziente giovanile diventò la mira. Lo scopo era rivolto alla correzione di strutture e alla creazione di opportunità per normalizzare la funzione.I risultati rivelarono che pazienti da ostruzione delle vie respiratorie cambiarono anche la postura del capo. La relazione della lingua all'arco mascellare era ottenuta dalla rotazione posturale a livello cervicale. Queste scoperte dettagliate aprirono la porta alla riconsiderazione del limitato concetto genetico. Da questi presupposti gli autori hanno svolto le loro ricerche. E' un altro passo nella lunga serie di eventi nel progresso ortodontico".

                                                                                                ***
Il "Manuale_di_Terapia_Ortodontica"

scritto nel 1988, è a tutt'oggi attuale e rappresenta lo sforzo di un'enorme lavoro poichè, oltre al valore didattico, riporta alcune innovazioni dell'Autore, tanto che questa monografia, la cui validità è stata riconosciuta dal dr. Robert M. Ricketts, fu a suo tempo inclusa fra i testi universitari dall'Università degli Studi di Bologna:

 


- Manuale di terapia ortodontica con dedica di Ricketts

 

- Sindrome dell'ATM bruxismo

 


- Tracciato cefalometrico in norma frontalis


- V.T.O. Menageriale
Ma la sua fervente opera non si ferma qui tanto che nel 1989 descrive ampiamente la patologia del bruxismo con la sua monografia "Sindrome_dell'A.T.M.-Bruxismo".
Nel 1993 il dott. Giovanni Vanni pubblica "Il_Tracciato cefalometrico_in_norma_frontalis" mentre nel 1998 pubblica la dispenza universitaria "Il_V.T.O._menageriale" adottata dagli studenti del corso post universitario di Udine.