Giovanni Vanni

Medico per professione, Scrittore per passione

Innovazioni Diagnostiche

La scienza ortodontica nel corso dei decenni ha subito una notevole evoluzione.


Il dott. Giovanni Vanni, ha dedicato gran parte della sua carriera all'analisi delle cause delle malformazioni dento-facciali. L'analisi attenta e meticolosa del problema ha portato il dott. Vanni a inquadrare i metodi di diagnosi basandosi su 3 punti fondamentali che partono dallo studio del problema fin dalla giovane età dei pazienti:

  • Il_primo_punto, certamente il piu' importante, è rappresentato dall'importanza della visita precoce del bambino, sin dalla prima infanzia e in dentizione decidua, riconoscendo nello studio attento della crescita e delle sue anche minime, e a volte poco percettibili deviazioni della norma, i segni premonitori o iniziali di molte malocclusioni.
  • Il_secondo_punto è costituito da una diagnosi, non limitata all'analisi del cavo orale o alla parte cefalica e cranio facciale del bambino, ma ad una "diagnosi olistica" e cioè una analisi attenta e precisa di ogni singola parte dell'intero organismo.
  • Il terzo punto è rappresentato dall'aver reso lo studio del Tracciato Cefalometrico, sia in "norma lateralis" che frontale, nonchè l'analisi dei modelli come elementi diagnostici di differenziazione, di facile apprendimento.

Da cio', numerose sono le innovazioni diagnostiche, riportate sinteticamente di seguito, che il dott. Vanni, nell'arco della sua carriera, ha introdotto nello studio dell'analisi ortodontica e che oggi rappresentano un fondamento nella didattica della materia:

 

VTO Occlusale

Valutazione dello spazio delle arcate dentarie per mezzo della simulazione dell'allineamento delle stesse.

Fotocopia dei modelli  Diagramma Occlusale di C. Gugino Progressione dell'allineamento simulato

 

Allineamento simulato completo Sovrapposizione che consente la valutazione dello spazio e l'obiettivo pianificato

Sovrapposizione Occlusale

Valutazione dei rapporti assiali delle arcate dentarie.

Fotocopia dei modelli coi 4 punti di Repere dell'occlusione segnati  Ricalco dei denti delle due arcate coi 4 punti di Repere

Sovrapposizione delle arcate utilizzando i 4 punti di Repere.

Tale sovrapposizione consente la valutazione assiale delle arcate e di osservare la malocclusione, altrimenti possibile se pure confuse col tracciato sub-mento-vertice

 

Disegno dei due pentagoni sulla fotocopia Sovrapposizione dei pentagoni (per chi desideri una versione schematica delle due arcate osservate assialmente)

 (Tale metodica venne proposta dal dott. Vanni in occasione del Congresso dell'Ortec-club a Taormina nel 1990)

Tracciato Cefalometrico Posturale

Valutazione cranio-mandibolo-cervico-ioidea con aggiunta di valori personali (articlo pubblicato sul "Corriere Ortodontico" luglio-settembre 2003)

Il movimento della mandibola ha una correlazione col distretto cervicale e quindi col rachide in toto.
Si è accertato che in occasione di patologie dell'ATM le alterazioni funzionali hanno correlazioni estese, sia che si originino direttamente nell'apparato stomatognatico, sia che provengano da distretti lontani a questo stesso. Si parla in questi casi di alterazioni ascendenti o discendenti. L'importanza di questa distinzione è basilare per stabilire una corretta diagnosi e quindi un attendibile piano di trattamento.

E' giusto pensare quindi che per valutare un problema dell'apparato stomatognatico non ci si debba limitare ad osservare solo la bocca, bensì tutto il resto dell'organismo. E' ormai scontato quanto la conoscenza del fattore etiologico, tenuto nella debita considerazione in questa metodica, sia determinante per stabilire una diagnosi. E' per questo motivo che diversi Autori hanno proposto metodiche atte a stabilire quando la natura del problema sia ascendente, discendente o locale. Purtroppo, le metodiche finora approntate possono solo in parte risultare attendibili, sia perchè in diversi casi le dimostrazioni scientifiche sono scarse e lacunose, sia perchè nella ricerca del fattore etiologico si deve tenere conto anche delle problematiche miste.


Lo studio di queste problematiche è estremamente indaginoso, anche perchè le compensazioni del corpo umano sono spesso imprevedibili.

Le capacità e i confini dell'omeostasi sono ancora oggi tutti da scoprire.
Disparate e talvolta controverse sono le interpretazioni e le classificazioni delle patologie da parte delle diverse Scuole.

Il dott. Vanni, avvalendosi del concetto "forma-funzione", ha messo a punto una metodica che, oltre al tracciato posturale, si avvale di altri accertamenti, ricavando così dati maggiormente attendibili sulla natura del problema.

 

 Tracciato dell'ORTOPANORAMICA

Tra vari elementi impiegati nell'osservazione diagnostica,il tracciato dell'ortopanoramica, capace d'evidenziare eventuali variazioni strutturali della mandibola, consente di reperire elementi utili per capire la presenza di un problema di natura disfunzionale.
(articolo pubblicato sul "Corriere ortodontico" marzo-aprile 2004)

Prerogativa dell'apparato stomatognatico è il movimento, pertanto, la diagnosi ortodontica deve scaturire da un'osservazione dinamica, pur usufruendo di reperti statici, quali:radiografie, fotografie e modelli di gesso.


Il conflitto tra i genetisti la cui tesi sostiene che le variazioni strutturali siano riconducibili prevalentemente a fattori genetici ed i funzionalisti che, al contrario, sostengono che tali variazioni siano maggiormente riconducibili a fattori funzionali, è sempre aperto. Molti operatori, non dogmatizzati e quindi fluttuanti fra queste due correnti, sono convinti che dalla struttura si possa risalire alla funzione.

-Le strutture parlano. Bisogna solo cercare di capirle-

Il Tracciato dell'ortopanoramica nasce principalmente dai concetti della riabilitazione neuro-occlusale di Pedro Planas.

 

 Osservazione del soggetto sotto il profilo Trasversale

Il dott. Vanni ripropone il concetto secondo il quale una malocclusione si realizza su tutti i piani dello spazio, anche se è maggiormente osservabile su di un solo piano.Per questo motivo sarà opportuno imparare a considerare piu' spesso le deviazioni sotto il profilo trasversale e assiale, che poche volte vengono considerate.Una cattiva interpretazione delle classificazioni di Angle ha voluto che l'indagine fosse orientata prevalentemente sulle deviazioni sagittali.


Quest'osservazione puo' sembrare esagerata ma pensiamo a quante volte, da più parti, si chiedono consigli per risolvere le II e III classi, oppure per le ipo od iperdivergenze, rispetto alle deviazioni trasversali e soprattutto a quelle assiali che poche volte vengono considerate.


La relazione fra l'errata postura sul piano frontale e assiale e la malocclusione trasversale, il più delle volte, è evidente se si va a considerare la posizione del paziente sul posturoscopio e la si rapporta alla valutazione dei modelli in gesso, della postura della lingua e delle radiografie.



Osservazione del soggetto sotto il profilo trasversale